Le Soft skills del settore alberghiero

Le Soft skills del settore alberghiero

Mai come in questi ultimi tempi l’anglicismo “Soft skills ” e’ entrato nel linguaggio comune ed usato, spesso a sproposito, da coloro che hanno il compito della selezione del personale.

Ho riflettuto molto su questo termine, che ovviamente non aggiunge nulla di nuovo a standard a cui il settore alberghiero e’ abituato da centinaia di anni, e sono arrivato alla conclusione che e’ un termine inutile quanto ovvio.

Alcuni si sono anche Impegnati in una sorta di definizione di queste “Soft skills ” e pertanto si dovrebbero identificare in una serie di competenze trasversali fra le quali: precisione, attitudine al lavoro di gruppo, puntualità, resistenza allo stress e tutta una serie di ovvietà di questo tipo.

Parlo di ovvietà poiché altro non sono che caratteristiche che dovrebbero appartenere a tutti coloro che iniziano ad intraprendere un percorso lavorativo, è piuttosto inutile ribadirle nei confronti di persone già inserite nel mondo del lavoro.

Ho cercato quindi di analizzare in profondità il concetto e non ho potuto non correlarlo alla cultura.
La cultura non dà da mangiare disse una volta un politico italiano che come di consueto nel nostro paese occupava immeritatamente la posizione; ma la cultura rende liberi.

La cultura ci rende teste pensanti, capaci cioè di passare in rassegna con senso critico il mondo intorno a noi, comprenderne le dinamiche, contestualizzare le situazioni, apprendere dal passato i fatti del presente.

La cultura ci permette di avere vasti orizzonti di comprensione , di non cadere nella falsa retorica, di approcciare il mondo dell’informazione , così pieno di storture, false notizie, distorsioni, con la bussola della conoscenza.

Ci permette di riconoscere il vero dal falso o alimentare la legittimità dei nostri dubbi, ma senza far insinuare il senso di paura che spesso viene alimentato ad arte.

La cultura e’ la scialuppa a cui aggrapparsi nel mare in tempesta, e’ il guardiano delle nostre libertà e’ la bussola che guida la nostra via.

Pertanto non vi sono competenze senza cultura, possiamo “lavorare in team” quando abbiamo la conoscenza di conoscere ed apprezzare le diversità, possiamo essere “propositivi” quando abbiamo chiare le dinamiche sociali, economiche, storiche del contesto di cui ci occupiamo, saremo precisi , puntuali, positivi quando capiremo grazie alla storia, che ogni crisi e’ passeggera e solo così saremo in grado di apprezzare le parole di Einstein ” l’unica crisi e’ la crisi dell’incompetenza “